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"E insomma ti ha invitato ad andare da lui?"
"Sì, cioè invitato, ha detto solo se vieni ci vediamo."
"E tu?"
"E io, niente non ho risposto, che gli dovevo dire?"
"No, gli dovevi dire no, invece come al solito ti sei lasciata lo spiraglio, ma tanto ormai a che ti serve lo spiraglio con quell'idiota?"
"Be' non direi, ha molte doti e l'idiozia non va a inficiarle, basta non parlare di attualità, filosofia, libri, musica, basta non chiedergli consigli personali e soprattutto non parlare di sport e di cucina o di tv..."
"Scusa se ti interrompo nell'elenco, ma non vorrei si facesse tardi, quindi di cosa parlate?"
"Di niente, passeggiamo."
"In silenzio?"
"Sì, la maggior parte delle volte sì, a volte parliamo del tempo o di documentari."
"Ma tu non vedi documentari!"
"Sì, ma lui li vede e parla bene di orsi polari e paperelle adora gli animali!"
"E poi che altro fate?"
"Beviamo, fumiamo, un paio di volte abbiamo anche trombato!"
"Ah sì? In silenzio?"
"No, lui parla io non riesco."
"Allora non è poi così taciturno, parla al momento giusto! Eheh"
"Sì, mi chiama vacca alla seconda botta e poi viene!"
"..."
...Si strinse nelle spalle e annuì...
"Credo sia meglio non vedersi più, mi sa che tu sei uno di quelli che sotto la pioggia camminano con l'ombrello appoggiato sulle spalle"
Oddio un uomo che si appoggia l'ombrello sulle spalle non è un bel vedere, ammetto che non dia l'idea dell'uomo sicuro di sé, però mi sembra un giudizio un tantino estremo e in più lei non era nemmeno sicura che lui fosse "uno di quelli che si appoggiano l'ombrello sulle spalle"!
...Si strinse nelle spalle e annuì...
Nell'impossibilità di recapitare il messaggio alla D.ssa Le inoltriamo un messaggio automantico per consentirLe di non perdere definitivamente i contatti.
Questo il nuovo recapito: anime.perennemente.vaganti@paradise.org.
la particolare dicitura "c.a. D.ssa Babydiamond"
sarà indispensabile per consentire la consegna del suo messaggio.
La informiamo sin da ora che, per le specialissime mansioni affidatele, la d.ssa Babydiamond potrà avere l'opportunità di leggere la posta elettronica una sola volta l'anno.
Per chi si stupisse nel veder appellata Babydiamond con il titolo di D.ssa rammentiamo che ciò che non è riconosciuto in terra verrà riconosciuto in cielo.
Scusandoci per il perenne disagio cogliamo l'occasione per porgere
Cordiali Saluti.
Gabriele e Michele.
...Si strinsero nelle spalle e annuirono...
Parlo molto della e nella mia confusione. Raramente resto in silenzio, parlare mi dà il mio momento di riflessione, mentre parlo chiarisco i pensieri che formulo nel silenzio. Quanti pensieri ho formulato nel silenzio delle case altrui, quando rimanevo da sola nella casa che avrei tanto voluto abitare con il mio bell'Uomo, mentre facevo qualcosa per renderla più calda e accogliente di quanto già non fosse. Mentre ascoltavo Pat Metheny e accendevo le candele per il suo ritorno, che si faceva sempre più ritardatario. Mentre guardavo quella cena raffreddarsi nelle pentole su fornelli spenti e mi affacciavo alla finestra per controllare con lo sguardo che lo sportello che si era chiuso non era il suo, sapendo già che non lo era. Pensieri costruiti su promesse troppo grandi per essere mantenute, mentre mi addormentavo sul divano con la tv accesa e il profumo del dolce caldo che svaniva lentamente. Infine aprivo gli occhi e guardavo l'orologio, poi il cellulare, nessuna chiamata e non era più ora di cena...era ora di andare a dormire! Lentamente spegnevo le candele, coprivo il dolce e creavo pensieri che prendevano la forma di alibi. Lentamente toglievo il piatto a me destinato e lo riponevo insieme alle posate ai calici inutilizzati, lasciavo il suo posto apparecchiato, un biglietto per la buonanotte, infilavo la giacca e chiudevo la porta dietro le mie spalle, appoggiavo le chiavi nel "nostro" posto segreto e attraversando il freddo della notte entravo nel freddo della mia macchina bianca. Il calore della musica si miscelava con quello delle lacrime stanche sapendo già che sarebbe arrivata una telefonata che non avrebbe contenuto le parole "mi dispiace", ma che avrebbe preso la forma di un rimprovero per non aver capito che il lavoro lo aveva costretto a fare tardi. Nel silenzio della macchina gli alibi si trasformavano in perdono per quel "mi dispiace" non detto.
Nel silenzio creo e disfo, nelle parole che dico non posso nascondermi, posso non accettare la realtà, ma capisco qual è la verità...
...Non potrò mai rimanere in silenzio!
...Si strinse nelle spalle e annuì...
...Si strinse nelle spalle e annuì...

